Referendum costituzionale: in Italia vince il "No"


Prospettive d’investimento dopo il Referendum

Monica Defend - Head of Global Asset Allocation Research

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Gli italiani hanno bocciato la proposta di riforma della Costituzione nella consultazione referendaria del 4 dicembre e con essa hanno respinto uno dei passaggi più importanti del programma politico del Presidente Renzi.

Il risultato potrebbe essere accompagnato da una fase di relativa incertezza a seguito delle dimissioni del premier Renzi che si è assunto la piena responsabilità del risultato. Al momento, l’ipotesi di elezioni anticipate non sembra probabile, perché sono elevati gli interessi in gioco per la creazione di un governo di coalizione che possa approvare una nuova legge elettorale e preparare l’Italia alle future elezioni politiche.
Crediamo che la stabilità economica e politica dell’Italia sarà preservata nel medio periodo, anche se nel breve termine potrebbe esserci una fase di rinnovata volatilità. In una prospettiva più generale, l’esito del referendum conferma un quadro politico sicuramente in evoluzione, in Europa come in America, alla vigilia di una stagione politica particolarmente intensa come quella che si appresta a vivere l’Europa. I passaggi elettorali che dovranno affrontare Francia, Germania e Paesi Bassi saranno forse ancora più importanti e decisivi per definire l’orientamento della politica fiscale europea e, in definitiva, anche per influenzare le politiche monetarie delle Banche Centrali.
La vittoria del “no” con un passaggio di consegne da Renzi ad un governo tecnico era uno scenario che i mercati obbligazionari avevano già riflesso nei prezzi, per questo motivo crediamo che la volatilità che si vedrà sugli spread dei paesi periferici dell’area Euro sarà solo di breve periodo, a condizione che la transizione al vertice del governo avvenga in maniera sana e costruttiva. In una prospettiva muti-asset, confermiamo la nostra posizione prudente sull’azionario dell’area Euro, dal momento che i rischi restano elevati all’interno di una agenda politica molto fitta. Tuttavia, crediamo che questo risultato non debba comportare un cambiamento del nostro outlook per il 2017, basato su una maggiore crescita economica ed una inflazione più elevata su scala globale.


La maggioranza degli italiani ha votato a favore del "no" alla riforma della Costituzione proposta da Renzi. Cosa bisogna aspettarsi adesso?
L’esito del referendum apre una fase di relativa incertezza, ulteriormente complicata dal fatto che l’Italia affronterà questo periodo con una legge elettorale (il cd. Italicum), applicabile solo per l’elezione della Camera dei Deputati, e comunque ancora soggetta al vaglio della Corte Costituzionale, che non assicurerebbe una corretta rappresentazione della volontà dell’elettorato in caso di elezioni anticipate. L’Italicum è una legge elettorale che risale all’inizio della cd. Seconda Repubblica, dominata dal duopolio che si è venuto a creare con la candidatura di Berlusconi e la sua opposizione allo schieramento politico della Sinistra. Adesso, con l’ascesa del Movimento 5 Stelle le prospettive sono molto più complicate.

L’ammissione della sconfitta e le conseguenti dimissioni del Primo Ministro Renzi hanno confermato che all’interno della consultazione referendaria si è consumata anche una vera e propria verifica politica sull’operato del Governo. A questo punto, il Presidente della Repubblica Mattarella potrebbe conferire il mandato di formare un nuovo governo a qualche esponente di spicco, con il Ministro Padoan come principale indiziato. La priorità di questo governo di transizione sarebbe quello di approvare una nuova legge elettorale in modo da traghettare il paese verso le prossime elezioni politiche (probabilmente nella primavera 2018) senza interrompere il programma di riforme avviato da Renzi. Le elezioni anticipate non sono da escludere, anche se non rappresentano il nostro scenario principale.

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