Nuovo round di politica monetaria e fiscale

Monica Defend Monica Defend  
Head of Global Asset Allocation Research

Quali sono le prospettive economiche globali per gli ultimi mesi dell’anno? E quali sono le prime impressioni per il 2017?

Nei mesi seguenti il referendum nel Regno Unito, l’andamento dei mercati finanziari è stato decisamente più favorevole rispetto a quanto inizialmente ci aspettassimo. Il pronto intervento delle banche centrali per garantire liquidità nell’immediato, seguito dalle specifiche e tempestive misure della Banca Centrale inglese e la risposta politica del governo inglese che ha posticipato l’inizio dell’iter di uscita a marzo 2017, sono stati tre elementi chiave per consentire ai mercati finanziari e alle attività rischiose di riprendere la loro corsa.

Al tempo stesso anche i dati congiunturali che sono stati pubblicati nei mesi estivi evidenziano un contesto tutto sommato positivo. Il quadro strutturale nel suo complesso rimane fragile e ricco di incognite: per queste ragioni preferiamo mantenere un atteggiamento prudente nell’asset allocation.

La nostra lettura è che il sistema economico rimanga in bilico tra due scenari: uno di bassa crescita e bassa inflazione e l’altro di crescita quasi a singhiozzo, scandita dalle politiche fiscali e riforme strutturali, implementate dai paesi a velocità diverse. Il grado di convergenza politica sulle misure da intraprendere e la relativa velocità di implementazione saranno determinanti.

Non dobbiamo trascurare l’importanza dell’agenda politica decisamente densa di appuntamenti - oramai alle porte. I risultati delle votazioni saranno determinanti per capire quale sarà l’entità e la qualità dell’espansione fiscale e questo influenzerà anche le misure di politica monetaria. Partendo proprio da quest’ultima, c’è da dire che l’attuale politica monetaria non convenzionale è stata portata quasi all’estremo, tanto da far pensare che i costi sostenuti in termini di allocazione non efficiente del rischio e di disuguaglianza nella redistribuzione della ricchezza, rischino di superare i benefici di stabilità finanziaria contingenti. Le iniziative recenti, della Banca d’Inghilterra e della Banca Centrale del Giappone, dimostrano quanto ancora una volta il peso delle misure sia sulle spalle delle banche centrali e non della politica fiscale che dovrebbe invece esser in grado di offrire soluzioni di medio/lungo termine alla crescita e alla produttività. Non siamo lontani da un punto di svolta, e la richiesta di intervento della politica fiscale da parte dalle autorità sovranazionali è davvero forte. L’auspicio è che avvenga il prima possibile.

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