Interviste

15 maggio 2013

Gli effetti del taglio dei tassi d'interesse della BCE ed il nuovo governo in Italia

Gli effetti del taglio dei tassi d'interesse della BCE
ed il nuovo governo in Italia


Cosimo Marasciulo - Responsabile settore obbligazionario governativo europeo e FX img-saichin

Il 2 maggio la BCE ha annunciato il taglio dei tasso di riferimento di un quarto di punto a 0.5%. Quali sono gli aspetti chiave di questo annuncio? Il taglio del tasso d’interesse di riferimento è stato largamente “scontato” dal mercato, considerato il basso livello d’inflazione. La BCE ha stimato per il 2013 un tasso d’inflazione compreso nel range 1.2% - 2.0% e tra 0.6 % e 2.0% per il 2014 (con uno scenario centrale pari a 1,3%), pertanto il rischio inflazionistico sembra in diminuzione. Non ci aspettiamo che il taglio dei tassi rappresenti un punto di svolta, ma è una delle misure annunciate avente l’obiettivo di sostenere la debole economia della zona euro, le cui attese di crescita sono ancora poco incoraggianti.
La Commissione europea, per il 2013, ha appena rivisto al ribasso (il 3 maggio 2013) la crescita del PIL della zona euro a -0.4% con un tasso di disoccupazione stimato per il 2013 al 12.2%, in crescita rispetto all’11.4% del 2012. Questa visione non è valida solo per i paesi periferici ma anche per quelli centrali, come la Francia, che fino a questo momento sembrava maggiormente immune alla crisi.
In questo contesto, la BCE sta cercando di sostenere la ripresa dell’area euro nella seconda parte dell’anno, fornendo liquidità illimitata alle banche nel tentativo di assicurare un’adeguata trasmissione delle politica monetaria per favorire le condizioni di finanziamento nei paesi dell’area Euro. Tra le principali misure adottate in questa direzione vi è il taglio del tasso di rifinanziamento marginale (tasso d’interesse applicato dalla BCE a cui le banche si finanziamo con operazioni “overnight”) all’1%, dal precedente 1.5%, e l’annuncio che la BCE continuerà ad erogare ulteriori fondi alle banche che ne fanno richiesta, fino a metà 2014 con l’estensione del cosiddetto “fixed rate full allotment” (erogazione di finanziamenti a tasso fisso).
Il presidente della BCE Mario Draghi ha aggiunto che la Banca centrale è tecnicamente pronta a ridurre il tasso d’interesse di deposito. Avere un tasso di deposito negativo significherebbe per le banche detenere minore liquidità presso la BCE con contestuale incentivo ad erogare maggiori finanziamenti e quindi immettere liquidità nel sistema economico.

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03 aprile 2013

Mantenere la competitivitĂ  evitando guerre valutarie

Mantenere la competitivitĂ  evitando
guerre valutarie


Greg Saichin - Responsabile portafogli High Yiled e obbligazionari img-saichin
dei Paesi Emergenti

Dopo aver mantenuto un profilo basso durante le crisi e le turbolenze dei mercati finanziari degli ultimi 5 anni, stiamo adesso assistendo ad un ritorno di interesse verso i mercati valutari. Con un ampio dibattito sul confronto tra paesi emergenti e paesi sviluppati.
E questi ultimi accusati di far deprezzare le loro valute attraverso politiche monetarie molto accomodanti. Si è tanto discusso anche di un’eventuale guerra valutaria. Abbiamo chiesto a Greg Saichin, responsabile portafogli High Yield e obbligazionari dei Paesi Emergenti di fare il punto della situazione. In questa intervista, Greg va oltre il tema "caldo" delle valute e illustra anche quali sono oggi i driver dei flussi di investimenti nei mercati emergenti.

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02 aprile 2013

L'Europa alla prova nel risolvere i propri problemi

L'Europa alla prova nel risolvere
i propri problemi


Cosimo Marasciulo – Responsabile settore obbligazionario governativo img-cosimo-marasciulo
europeo e FX

Perché l’Unione Europea è incentivata ad intervenire direttamente nella crisi di Cipro?
L’economia di Cipro rappresenta una frazione ridotta del Prodotto Interno Lordo (PIL) della zona euro e crediamo che se la Grecia non è stata in grado di rompere l’Unione Monetaria, la piccola Isola–Stato abbia ancora meno probabilità di farlo. Ci sono però alcuni aspetti che è meglio evidenziare.
Un primo aspetto è che queste economie relativamente piccole talvolta hanno sviluppato un settore bancario il cui attivo patrimoniale supera di diverse volte la grandezza del PIL: per Cipro la proporzione è di 7 a 1, ma si potrebbe guardare anche ai disagi causati ai risparmiatori britannici dalla crisi del sistema bancario islandese nel 2008.
Un secondo aspetto per cui analizzare con attenzione la crisi di liquidità di Cipro è che questa potrebbe fornire la prima vera occasione per mettere alla prova l’Unione Europea nella risoluzione della crisi del debito dopo che la BCE (Banca Centrale Europea) si è impegnata a salvare la moneta unica dal collasso. I differenziali di rendimento sulle obbligazioni d’impresa sono diminuiti, molti asset rischiosi hanno registrato forti rialzi grazie agli sforzi della BCE e delle altre banche centrali e i rischi su eventuali errori di scelte politiche sono stati quasi trascurati, ma riteniamo, che non siano scomparsi.

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07 marzo 2013

Pioneer Funds - European Equity Target Income - Focus sui dividendi

Focus sui dividendi
con European Equity Target Income


Karl Huber - Gestore del Comparto img-tanguy

L'offerta di Pioneer Investments si è arricchita appena un anno fa con l'arrivo di un nuovo prodotto, Pioneer Funds - European Equity Target Income. La sua principale caratteristica consiste nella focalizzazione su aziende europee ad alto dividendo e in particolare su quelle che possono avvantaggiarsi di una forte presenza sui mercati emergenti. Per saperne di più abbiamo fatto qualche domanda a Karl Huber, che gestisce questo fondo insieme a un team di specialisti.

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21 febbraio 2013

La questione fiscale americana

La questione fiscale americana

Michael Temple - Responsabile della ricerca sul credito USA img-tanguy

L’accordo siglato all’ultimo minuto sul Fiscal Cliff non ha comunque risolto le problematiche fiscali americane ed ha fatto emergere altre questioni aperte. Lo stallo politico sulle decisioni relative al tetto del debito potrebbe portare lo stesso “nervosismo” del 2011?

Lo scorso 1 gennaio 2013 il Congresso ha approvato una risoluzione per il Fiscal Cliff in grado di fornire un sollievo di breve periodo. Immediatamente l’attenzione del mercato si è spostata verso i “tre baratri” (triple cliffs) ovvero il tetto del debito pubblico, i tagli di spese obbligatori e le Continuing Resolution (disposizioni volte a coprire la finestra temporale tra l’assegnazione dei budget e l’approvazione delle spese). Il Congresso si è mosso in tempi relativamente brevi per posticipare la questione del tetto del debito e delle Continuing Resolution fino al 15 aprile 2013 nella speranza di approvare nel frattempo il budget.
In un’economia che cresce al 2%, con la possibilità di un ulteriore incremento di crescita, un drenaggio fiscale nell’ordine del 1,25%-1,50% derivante dai tagli di spese obbligatori non dovrebbe necessariamente portare ad una recessione. Questa è secondo noi è la principale differenza rispetto all’estate del 2011 per quel che riguarda la questione del tetto del debito. La questione fiscale è diventata fonte di conflitto politico ed è probabile che i parlamentari protraggano a lungo il dibattito su questo argomento, ma gli investitori potrebbero non farvi troppa attenzione se questo non dovesse aumentare l’incertezza finanziaria nel breve termine. Questo dovrebbe permettere all’economia di riprendere un ritmo di crescita più elevato e spingere il mercato azionario al rialzo, come sta effettivamente accadendo.

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13 febbraio 2013

Ritorno alla normalitĂ  o ritorno allo stress?

Ritorno alla normalitĂ  o ritorno allo stress?

Tanguy Le Saout - Responsabile Europeo del Reddito Fisso img-tanguy

Negli ultimi giorni si è registrato un ritorno della volatilità sul mercato europeo degli investimenti a reddito fisso, con gli spread dei paesi periferici di nuovo in aumento dopo il forte calo degli ultimi sei mesi. Questo implica un ritorno ad uno stress più strutturale o è solo un effetto temporaneo?
Siamo sempre stati consapevoli che i periodi di volatilità potrebbero persistere alla luce di possibili episodi di instabilità politica in alcuni paesi della zona euro. A nostro giudizio il rischio maggiore per i paesi periferici è di natura politica. Tuttavia, riteniamo che l’aumento degli spread nei paesi periferici sia temporaneo e che la tendenza verso una normalizzazione delle condizioni finanziarie e delle riforme strutturali sia destinata a continuare durante il 2013.

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22 gennaio 2013

Un nuovo bilancio sulla questione greca

Un nuovo bilancio sulla questione greca

Monica Defend - Responsabile Global Asset Allocation Research img-monica-defend

Dopo tanta attenzione verso provvedimenti più rigorosi, l'UE ha concesso alla Grecia un finanziamento apparentemente senza troppe limitazioni. Era così necessario?

In effetti i fondi erano urgenti, tanto che una prima tranche di 34 miliardi di euro è stata rilasciata nel giro di pochi giorni. Di questi, circa 16 miliardi sono destinati alla ricapitalizzazione delle banche, 7 miliardi a supporto del bilancio dello Stato e 11,3 miliardi per un’operazione di riacquisto del debito. Gli esborsi sono previsti per una parte in contanti, secondo le esigenze di bilancio della Grecia, e per la restante parte in titoli, ad esempio emessi dall’EFSF. Altri 7,2 miliardi vengono erogati a inizio gennaio per la ricapitalizzazione delle banche. Il resto verrà stanziato entro e non oltre il primo trimestre di quest’anno, a condizione che la Grecia rispetti gli obiettivi fissati dai creditori, e l’importo sarà inferiore, circa la metà, rispetto a quanto erogato in precedenza.

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27 dicembre 2012

L’Italia e le elezioni imminenti

L'Italia e le elezioni imminenti

Cosimo Marasciulo - Responsabile dei Mercati Obbligazionari Governativi e Valutariimg-giordano-lombardo

Di recente avete preso profitto sugli investimenti in Italia. Avete anticipato questa dinamica?

La nostra mossa di prendere profitto sugli investimenti in Italia risale ad ottobre ed è stata una decisione tattica, non guidata dall’attuale situazione politica del paese. Dopo l’impegno della BCE nel fare tutto il possibile per salvare l’euro, i rendimenti obbligazionari dell’Italia (e della Spagna) si sono contratti in seguito ad una maggiore esposizione, da parte degli investitori, verso i paesi periferici. Gli spread sono diminuiti a tal punto che abbiamo deciso di prendere profitto sugli investimenti in questi due paesi assumendo una posizione neutrale rispetto al benchmark. Le elezioni politiche in Italia nei primi mesi del 2013 erano note da tempo e la nostra decisione non deriva da tali onsiderazioni.

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22 novembre 2012

La nuova leadership cinese

La nuova leadership cinese

Mauro Ratto - Responsabile dei Mercati Emergenti.

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Perché gli investitori sono molto concentrati sulla politica della Cina?

Più volte ci siamo trovati a sostenere che la politica potrebbe avere impatti di rilievo sui mercati finanziari alla fine di quest'anno. Ci riferiamo non solo all’incertezza sulla crisi del debito in Europa ed alla situazione di stallo della politica fiscale degli Stati Uniti, ma anche alla transizione della Cina verso una nuova leadership politica.

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20 novembre 2012

Elezioni negli Stati Uniti

Elezioni negli Stati Uniti

Giordano Lombardo - Presidente di Pioneer Investment Management SGRpA. Ken Taubes - Responsabile degli Investimenti Pioneer Investments in USA.

Giordano Lombardo, Presidente di Pioneer Investment Management SGRpA, e Ken Taubes, Responsabile degli Investimenti Pioneer Investments in USA, commentano i risultati delle elezioni americane e delle possibili conseguenze sull'economia.

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