Rendita o no? Dipende dalle esigenze

La scelta di investire in un fondo comune può essere legata a esigenze differenti. Alcuni investitori puntano a ottenere una rendita periodica, in modo da integrare il proprio reddito e raggiungere una maggiore sicurezza finanziaria, oppure per riuscire a permettersi qualche soddisfazione in più grazie a un’entrata “extra”. In altri casi, invece, l’obiettivo è di costruire un capitale nel lungo periodo, reinvestendo di volta in volta i redditi ottenuti nel corso del tempo.

Nel primo caso la cosa migliore da fare può essere scegliere un prodotto a distribuzione dei proventi, mentre nella seconda ipotesi un fondo ad accumulazione è probabilmente la soluzione più adatta.

Ma come funzionano nel dettaglio questi strumenti?

I fondi a distribuzione permettono di associare ai vantaggi tipici di un prodotto di risparmio gestito - prima fra tutti la diversificazione - anche il pagamento di una rendita. Il portafoglio di questi fondi è composto prevalentemente da titoli obbligazionari, oppure da titoli azionari di società che riconoscono regolarmente ricche cedole ai propri azionisti. A scadenze predefinite (di solito ogni tre, sei o dodici mesi) la società di gestione distribuisce agli investitori la totalità o una parte degli utili ottenuti dalla gestione del fondo, sulla base di quanto definito dal relativo prospetto.
Chi sceglie di investire in un fondo a distribuzione, però, non dovrà spaventarsi quando vedrà diminuire il valore della quota (Nav, cioè net asset value) al momento della distribuzione del provento. In realtà non si tratta di una perdita: se il Nav è pari a 10 euro e 3 vengono distribuiti, infatti, il valore scende a 7 euro, ma la restante parte è corrisposta in forma di liquidità al risparmiatore.

Chi non ha interesse a incassare una rendita periodica, invece, solitamente sceglie di investire in un fondo ad accumulazione, tutt'oggi la tipologia di prodotto più diffusa fra i risparmiatori italiani. Questo prodotto non prevede la distribuzione dei proventi realizzati dalla gestione ma, al contrario, il loro reinvestimento è automatico nel fondo stesso. L'accumulazione degli utili ottenuti dal fondo consente da un lato di aumentare il patrimonio, dall’altro di incrementare il valore delle quote. Per proventi si intendono non solo le cedole e i dividendi staccati dai titoli in portafoglio, ma anche le plusvalenze derivanti dalla compravendita dei titoli.

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