Le due anime dei fondi a distribuzione

I risparmiatori italiani sono da sempre legati a forme d’investimento che offrono un rendimento periodico e contribuiscono a integrare il reddito familiare. In un contesto di mercati incerti, infatti, questi prodotti possono aiutare a superare eventuali momenti difficili, senza dover rinunciare a investire.

Un'alternativa agli strumenti più conosciuti - come BTP e CCT - è rappresentata dai fondi a distribuzione dei proventi, che permettono di ottenere un flusso di reddito periodico e beneficiare dei vantaggi dei prodotti di risparmio gestito. Questi fondi, infatti, investono in un portafoglio ampiamente diversificato nelle principali categorie di prodotto, come ad esempio obbligazioni con un flusso cedolare costante e titoli azionari di società capaci di distribuire dividendi ai propri azionisti.

La caratteristica principale dei fondi a distribuzione è che il rendimento complessivo è composto dal flusso cedolare periodico (cioè gli interessi incassati in base all’andamento dei titoli in cui è investito il fondo) e dal reddito da capitale, cioè la plusvalenza che si realizza a scadenza grazie alla rivalutazione dei titoli in portafoglio.

Investendo in questi prodotti, quindi, i risparmiatori hanno la possibilità di ricevere un flusso finanziario periodico, senza dover rinunciare a partecipare all’andamento dei mercati; inoltre, nel medio-lungo termine è anche possibile ottenere un guadagno in conto capitale. Tutto questo attraverso una strategia di diversificazione evoluta e con il supporto di un gestore professionale.