La politica fiscale

"Per avere risultati massimi è necessario avere l’appoggio anche di altre politiche".

È stato questo l'invito lanciato dalla BCE ai governi durante la riunione di settembre, in particolare ai quei Paesi che hanno margine di politica fiscale come, ad esempio, la Germania.

Vediamo insieme cosa si intende per politica fiscale e quali sono le leve su cui uno Stato può agire per influenzare il livello della domanda globale.

Per politica fiscale, in estrema sintesi, si intende l'insieme delle decisioni che determinano l'entità e la composizione delle entrate e delle uscite di uno Stato, e quindi il saldo del bilancio pubblico. In Italia, spetta all’autorità politica: è infatti sottoposta al controllo del Parlamento ed è attuata dall'Esecutivo.
Le decisioni di politica fiscale sono contenute nella Legge di stabilità che, insieme alla legge di bilancio, costituisce la manovra di finanza pubblica per il triennio di riferimento e rappresenta lo strumento principale di attuazione degli obiettivi programmatici definiti con la Decisione di finanza pubblica.

La spesa pubblica

La principale uscita del bilancio pubblico è rappresentata dalla spesa pubblica, ovvero il denaro che lo Stato spende per finanziare i beni e i servizi pubblici.
Le voci di spesa si possono dividere in:

  • Spese correnti: voci di spesa che devono essere rinnovate di anno in anno (ad esempio stipendi dei dipendenti pubblici, pensioni, prestazioni sociali, spesa per interessi sul debito).
  • Spese in conto capitale: investimenti fissi lordi e contributi agli investimenti (strade, ponti, scuole, eccetera).

  • La spesa pubblica al netto della voce interessi costituisce la spesa primaria.

Le imposte

Le principali entrate del bilancio pubblico sono invece costituite dalle imposte, distinguibili in imposte dirette, che vanno a colpire in maniera immediata la ricchezza, intesa come reddito o patrimonio o indirette che vanno a colpire la ricchezza quando viene consumata o trasferita. Le imposte possono essere fisse, proporzionali e progressive.
È imposta fissa quella determinata dalla legge nel suo preciso ammontare. L’imposta proporzionale si applica in misura percentuale e non cambia col variare della base imponibile mentre quella progressiva è quella che varia in maniera crescente con l’aumentare della base imponibile.

Per sostenere la crescita, lo Stato può spendere anche più di quanto incassa. In questo caso il bilancio pubblico è in disavanzo (deficit) ed è necessario ricorrere all’indebitamento per finanziare il totale delle uscite. L’ammontare complessivo dei disavanzi pubblici accumulati ogni anno costituisce il debito pubblico.

Il rapporto debito pubblico/PIL (Prodotto Interno Lordo) viene spesso utilizzato per misurare lo stato di solidità finanziaria ed economica di uno Stato: esso misura quanto un Paese deve restituire ai suoi creditori.

Il rapporto deficit pubblico/PIL ha invece lo scopo di analizzare l’entità del deficit in confronto alla ricchezza complessiva prodotta nello stesso arco temporale. Esagerare con il debito è tuttavia controproducente perché più ci si allontana dall’equilibrio più cresce il rischio di non riuscire ad onorare il debito e la flessibilità di intervento dello Stato nelle situazioni di crisi risulta limitata. A livello comunitario, attraverso la stipula del patto di stabilità e crescita sottoscritto nel 1997, i paesi membri dell’Unione europea, si sono impegnati a mantenere il rapporto debito pubblico/PIL sotto il 60% e un rapporto deficit/PIL inferiore al 3%.

Il ruolo della politica fiscale

Mentre la spesa pubblica influenza direttamente la domanda aggregata di beni e servizi, l’imposizione fiscale influenza il reddito disponibile per comprare questi beni e servizi. Pertanto le variazioni della spesa pubblica e delle imposte influenzano il livello di attività economica di un Paese e ciò rende possibile utilizzare la politica fiscale per stabilizzare il sistema economico.
Durante una fase di recessione, un Governo potrebbe decidere di adottare una politica fiscale espansiva atta ad aumentare il livello della domanda globale e di conseguenza il reddito mediante un aumento della spesa pubblica o una riduzione della pressione fiscale. Al contrario, per contenere la crescita eccessiva, lo Stato potrebbe decidere di aumentare le imposte o ridurre la spesa pubblica: in questo caso si parlerebbe di politica fiscale restrittiva.

 

A che punto sono le principali economie globali nella corsa verso la riforma della politica fiscale?

 
Guarda l'infografica